"La differenza tra l'anarchico tout court e l'anarchico di Destra, è che il primo vuol essere libero da tutto tranne dalle sue bassezze e dai suoi vizi, il secondo non riconosce al mondo attuale nessuna legittimità e nessuna legge, ma cerca la libertà in se stesso, il dominio su di sé, l'autarchia." (Julius Evola)

 

Il termine autarchia definisce, oltre al concetto di autosufficienza giuridica, ossia di autogoverno, quello di autosufficienza economica, in cui non sono presenti relazioni commerciali con l'estero e l'ecosistema economico nazionale non è influenzato dalle tendenze internazionali. Noi lo estendiamo anche al concetto di habitat, laddove consideriamo lo spazio vitale delle persone.

Può sembrare difficile da credere, ma c'è stato un tempo in cui la gente comune ha avuto un maggiore controllo sulla propria vita e ha abitato un mondo in cui la stragrande maggioranza degli individui era in grado di vivere in comunità solidali con i loro simili dove perseguire un'esistenza rurale lontano dal rumore dai centri commerciali; coltivare il cibo per il proprio consumo, parlare tra di loro e godere delle arti come la musica in una società senza televisione né videogiochi, una società centrata sulla trasmissione di valori tradizionali ai propri figli senza l'influenza nefasta delle scuole di regime e dei mass-media. Ma qualcosa è andato storto. Capitalismo e comunismo sono diventate due false alternative a cui non vogliamo sottostare. Crediamo sia giunto il momento di andare avanti senza guardare né a Destra né a Sinistra.

Vanno considerate entrambe forme residuali di un'identità politico-culturale: categorie logore che pur pretendono di continuare a ‘spartirsi’ il campo della geografia politica. Della politica esse sono ‘luoghi comuni’ e non ‘luoghi geometrici’. Uno sguardo verso un futuro anteriore ci porta ad essere liberi di trovare soluzioni sensate.

La soluzione degli ecovillaggi è in continua espansione, ma spesso la sfida di vivere in comunità di questo tipo richiede tempo di adattamento e persone altamente motivate: una buona comunicazione è essenziale, ma a volte non è sufficiente. La conivisione di intenti è il primo comandamento per affrontare la creazione di una comunità. Un passo in questa direzione, data anche la storia e la conformazione topografica del nostro paese, può essere la transizione data dall'abitare in villaggi e comuni a bassa densità di popolazione dove è possibile trovare case a buon mercato e aree verdi da coltivare. Il fatto di inserirsi in un tessuto urbano già abitato, per quanto ridotto e ad impronta rurale, permette il coinvolgimento di persone estranee alle tematiche autarchiche, ma sensibili ad una vita eticamente più corretta. Il nostro modo di vivere è un esempio spesso più efficace di tante parole. Ritornare al paese, ma con uno spirito libero dai dogmi di chiesa e stato, con i suoi luoghi di ritrovo e contemporaneamente con il proprio spazio dove vivere la nostra individualità.

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