Il simbolo del Bardo è il quadrifoglio.
Il quadrifoglio è un'anomalia, relativamente rara, del trifoglio bianco, che può presentare eccezionalmente delle foglie composte da quattro piccole foglioline invece che da tre.

Determinati suoli sembrano più adatti ad ospitarne degli esemplari la cui presenza è strettamente vincolata all'inquinamento, alla composizione del terreno e ad altri fattori ambientali.
Se siano questi ultimi o quelli genetici a dare origine al quadrifoglio è argomento controverso.

Fatto sta che, a causa della sua rarità, in molte culture si ritiene che trovare o ricevere in dono dei quadrifogli sia di buon auspicio, tanto che secondo alcune credenze popolari metterne uno sotto il cuscino propizi bei sogni.
Sempre secondo altre credenze popolari, ogni foglia rappresenterebbe qualcosa: la prima è per la speranza, la seconda per la fede, la terza per l'amore e, ovviamente, la quarta per la fortuna.
Per i Druidi il quadrifoglio era potente contro gli spiriti malvagi.
Il più antico riferimento letterario al quadrifoglio sembra risalire al 1620, con la prima attestazione di quest'ultimo come portafortuna.

Il disegno che abbiamo realizzato richiama altresì lo swastika (conosciuto come fyrfos nell’antica Scandinavia, anch'esso di buon auspicio presso numerose tradizioni), inteso in questo caso non come cammino del sole, ma come ritorno alle origini: quelle origini che abbiamo perso e che vorremmo almeno in parte recuperare, alla luce della spiritualità e di un uso etico della tecnologia. Quello che ci piace definire provocatoriamente "futuro anteriore".

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