Un piccolo bioregno

Nella catena dell’Himalaya un piccolo regno che fa del vivere in armonia con la natura il suo modello di sviluppo, agricoltura 100% biologica. Il Bhutan, piccolo regno governato da una monarchia costituzionale famoso per aver introdotto la felicità tra la popolazione come parametro di sviluppo, ha deciso di diventare la prima nazione al 100% biologica entro il 2020. Verranno dunque aboliti tutti i pesticidi e i diserbanti, mentre il Ministero dell'Agricoltura si adopererà per rendere il passaggio graduale nel tempo, ma completo.

Bhutan, popolato da circa 700mila persone, religione principale: il Buddismo, è un piccolo regno Himalayano che sembra seguire regole tutte sue e basare il proprio funzionamento su canoni atipici. Atipici sì, ma non per questo meno funzionali. Nel 1972 l’allora Re, Jigme Singye Wangchuck, coniò il concetto di Felicità interna lorda (Grosso domestic happiness): un modello economico che misura la felicità di un Paese attraverso una valutazione psicologica e psicosociale e che fa diretto riferimento al Prodotto interno lordo.

Il Paese che, secondo quanto riportato da Agence France Press, fino al 1999 non aveva televisione, che tiene fuori il turismo di massa per proteggere la sua cultura da influenze straniere, e che ha recentemente istituzionalizzato il Martedì pedonale in cui tutte le vetture sono escluse dai centri cittadini, ora si prepara ad eliminare, nei prossimi dieci anni, tutti gli agenti chimici usati nell’agricoltura per produrre cibo al 110% biologico.

Il ministro dell’Agricoltura Pema Gyamtsho ha dichiarato a AFP in un’intervista: “Bhtuan ha deciso di optare per un’economia verde alla luce delle tremende pressioni che stiamo facendo al pianeta. Un’agricoltura intensiva implica l’uso di molti agenti chimici, la qual cosa non è in linea con le nostre credenze buddiste che ci chiedono di vivere in armonia con la natura”.
Due terzi della popolazione del paese è dedita all’agricoltura ma solo il 3% del territorio è coltivato, la maggior parte del quale già in maniera biologica visto che sono quei contadini che vivono vicino a delle strade hanno accesso a fertilizzanti chimici.

Comunque il processo di ‘biologizzazione’ del paese avverrà gradualmente “Non possiamo – spiega Gyamtsho - diventare al 100% biologici in un batter d’occhio. Abbiamo già identificato quali colture possono diventare biologiche immediatamente e quelle per le quali sarà invece necessaria una riduzione graduale di agenti chimici”.
Con questa mossa i prodotti del piccolo regno potranno avere una qualità certificata e assicurare che i suoi funghi vengano venduti in Giappone, le sue verdure nei costosi hotel della Thailandia, le sue ottime mele in India ed il suo riso negli Stati Uniti.

 

Fonti: Roberta Ragni, Natalie Nicora

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