Astronomia, Geometria e Simbolismo Cosmico delle Antiche Popolazioni Germaniche e Scandinave

 

  • Tipo: Libro
  • Pagine 588
  • Collana:  Paganitas
  • Anno: 2013

 

L’obiettivo di questo libro è quello rendere fruibili i risultati di una ricerca finalizzata a gettare un po’ di luce su tutta una serie di problemi relativi all’origine delle conoscenze astronomiche delle antiche popolazioni stanziate nell’Europa centrale e settentrionale che successivamente evolsero nelle culture celtiche e germaniche. Le fonti in relazione alle conoscenze astronomiche delle antiche popolazioni germaniche sono molto scarse e non sempre attendibili. Il testo principale a cui possiamo fare riferimento è il “De Origine et situ Germanorum Liber” di Tacito. La ricostruzione dell’idea del Cielo e del Cosmo correntemente diffusa presso queste antiche popolazioni non è un lavoro accademico fine a se stesso, ma può contribuire in maniera determinante a stabilire quali fossero le conoscenze astronomiche diffuse tra le popolazioni germaniche durante i cinque millenni prima della nascita di Cristo e nel millennio successivo. Si deve partire da molto lontano, almeno dal 5000 a.C. quando il territorio dell’Europa centrale era costellato da strutture circolari o ellittiche delimitate da palizzate in legno, talvolta multiple, i cosiddetti megaxili, nelle quali erano materializzate e codificate, con sorprendente accuratezza, per quelle remote epoche, le direzioni solstiziali solari e quelle cardinali astronomiche. In realtà è facile rendersi conto studiando i circoli megaxilici neolitici astronomicamente significativi presenti sul territorio centro-europeo e recentemente scoperti mediante le moderne tecniche proprie della prospezione geomagnetica, i quali predatano i siti circolari megalitici britannici famosi, come Stonehenge, di almeno 2000 anni, che le profonde conoscenze astronomiche che facevano parte del bagaglio culturale delle antiche popolazioni germaniche sono molto antiche risalendo al V millennio a.C. e forse anche prima, considerato che il limite più remoto ci è imposto dalla collocazione cronologica dei siti che la moderna archeologia ha permesso di scoprire e che possiamo studiare dal punto di vista archeoastronomico. Appare altresì molto evidente che le conoscenze astronomiche diffuse tra le culture megalitiche europee, con grande probabilità ebbero la loro origine proprio nell’ambito germanico centroeuropeo e poi si diffusero, nei successivi millenni, in tutta l’Europa antica. Dal punto di vista documentario, nel caso delle popolazioni scandinave la situazione migliora sensibilmente in quanto possiamo attingere a svariati documenti i redazione altomedioevale, soprattutto di produzione islandese, che pur essendo stati redatti forma scritta dopo la cristianizzazione, trasmettono il sapere tradizionale di epoca precedente. In più possiamo eseguire i rilievi archeoastronomici in un buon numero di siti archeologici ancora esistenti sul territorio scandinavo ed eseguire la loro analisi. Anche in questo caso appare sempre più evidente l’origine antichissima del bagaglio culturale astronomico proprio dell’antico mondo germanico.

 

AUTORE

Adriano Gaspani, nato a Bergamo, il 23 Marzo 1954, vive a contatto delle natura, in un luogo isolato e impervio tra le montagne dell'alta Valle Brembana, nel Bergamasco. Dal 1981, fa parte dello staff dell'Osservatorio Astronomico di Brera (Milano), afferente all'I.N.A.F. (Istituto Nazionale di Astrofisica - Roma).  Membro della S.I.A. (Società Italiana di Archeoastronomia) sin dalla sua fondazione, svolge le sue ricerche nel campo dell'Archeoastronomia con particolare riferimento ai periodi protostorico e medioevale in Europa e relativamente al perfezionamento delle tecniche di rilevamento dei siti archeologici di rilevanza astronomica e dell'analisi dei dati raccolti. Ha pubblicato numerosi volumi legati ai Celti e ha collaborato, per la parte archeo-astronomica, a numerosi volumi di vari autori dedicati alla storia dei luoghi di culto cristiani nel territorio italico eseguendo l’analisi dell’orientazione astronomica delle chiese prese in esame nei vari testi. Autore di oltre 170 lavori pubblicati su svariate riviste del settore, nella sua più che trentennale attività ha tenuto conferenze e seminari sia in Italia che all'estero.

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